
“Sono i luoghi e le cose - sono loro – a venire: la vita è raglio d’asino senza il cunto che la fa conoscenza”
(Maria Attanasio)
Nel panorama millenario delle migrazioni umane la Sicilia, in quella curiosa teoria di paradossi che compongono la sua identità, vive da lungo tempo ormai in una sorta di regime di “partita doppia”: terra promessa, nel corso dei secoli, per civiltà mediterranee e non, ma anche teatro di infinite “spartenze” da certezze ed affetti verso altre terre promesse all’inseguimento della speranza di avere qualcosa di più.
Osservare e raccontare le migrazioni da e verso la Sicilia ci è sembrata un’occasione straordinaria per ripensare la nostra storia moderna e contemporanea e le vicende di una società tuttora lacerata fra sogni e delusioni. Soprattutto in un momento storico, come questo, in cui migranti e “migrati” sono oggetto di continue polemiche e/o strumentalizzazioni di corto respiro.
Nella trama di teatri in città quest’anno trovano dunque posto uno sbarco normanno all’insegna della contaminazione sonora; gli aneliti di un’anima inquieta che segretamente insegue il proprio “altrove” sulla scia di un palloncino; il “diario minimo” di una tragedia annunciata, quella dei minatori italiani in Belgio; la meraviglia dell’Etna vista, nel medioevo, attraverso gli occhi di un viaggiatore Galiziano; ed infine, le rocambolesche gesta di William o Guglielmo, Bardo al di là di ogni ragionevole dubbio.
Direzione Artistica: Fabio Navarra, Nicoleugenia Prezzavento
23 agosto ore 21.00
Compagnia La Pentola Nera (PA)
DANLENUÀR
scritto e diretto da Giacomo Guarneri
con Giacomo Guarneri e Maria Francesca Spagnolo
La terribile tragedia dei minatori italiani morti nelle miniere del Belgio nel '56 e la dura realtà della fuga dalla miseria del nostro Meridione vengono restituiti, in forma di dialogo epistolare, attraverso lo sguardo candido dei due protagonisti: Antonio, il marito, che parte in cerca di lavoro, e Genoveffa, la moglie, che resta a casa e aspetta di raggiungerlo.
Danlenuàr è uno spettacolo che vuole raccontare l'incontro col diverso, la paura e il desiderio del viaggio, la solitudine, la fantasia e le sorprese che l'accompagnano, il dolore della lontananza e della perdita, le condizioni di insicurezza sul lavoro, la dignità scalfita, le morti bianche, di ieri e di oggi.
L’autore ha ricevuto nel 2008 il Premio Teatrale E. M. Salerno per la drammaturgia.
25 agosto ore 21.00
Teatro Pubblico Incanto (ME)
FRAGILE - prima nazionale
di Tino Caspanello
con Cristiana Minasi, Giuseppe Carullo
Un uomo, una donna, palloncini da gonfiare, vestiti da indossare.
Una piccola fenomenologia, una storia in equilibrio sul filo della quotidianità di una coppia, sorpresa a giocare tra poesia e brevi cortocircuiti esistenziali, che mettono a nudo la fragilità delle nostre relazioni, degli amori e delle vite che tentiamo di vivere.
Tino Caspanello è il direttore artistico del Teatro Pubblico Incanto. Il suo testo “Mari” è stato premiato al Riccione Teatro nel 2003; “Malastrada” ha ricevuto la segnalazione al Premio Tuttoteatro.com – Dante Cappelletti ed è stato inoltre premiato da Legambiente per l’impegno civile; un altro suo testo, “Nta ll’aria”, è stato pubblicato nel volume “Senza corpo” della Minimum Fax. Tino Caspanello nel 2008 ha ricevuto il premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro per la sua attività di autore e regista.
Ingresso singolo €5,00
Ingresso ridotto €4,00
Abbonamento €18,00 (cinque spettacoli)
Informazioni e prevendita: